|
February 2010
The following article was written in Italian and may be downloaded by teachers of Italian and used in Italian language and culture classes. Please cite the author and the source (Carlo Mignani, the Culture Club of the National Capital Language Resource Center, 2010).
Carlo Mignani writes about Indro Montanelli, considered the greatest Italian journalist of the 20th century. He focuses specifically on Montanelli’s recent book Stanze, published by Rizzoli in 1998. A series of lesson plans based on this book can be found in the Teachers’ Lounge.
Indro Montanelli: Le Stanze
By Carlo Mignani
Indro Montanelli è stato il più grande giornalista italiano del Novecento, scrittore e storico. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche internazionali tra i quali in Spagna il Premio Principe delle Asturie, e negli USA nel 1994 il prestigioso World Press Review International Editor of the year. Durante il Fascismo è radiato dall’albo dei giornalisti e dopo l’otto settembre 1943 (l’inizio dell’occupazione tedesca dell’Italia) fa parte del movimento partigiano “Giustizia e libertà.” Scoperto, condannato a morte dai tedeschi, è liberato per intercessione del Cardinale di Milano Ildefonso Schuster.
Dopo la guerra lavora per “Il Corriere della Sera”, più diffuso giornale italiano, ma lo lascia perché lo considera troppo conformista, e fonda “Il Giornale” e poi “La Voce.” Dichiarato anticomunista è gambizzato dalle Brigate Rosse (un’organizzazione terroristica) perché “schiavo delle multinazionali.” Successivamente rifiuta la direzione del “Corriere della Sera”, ma ne accetta una collaborazione rispondendo una lettera al giorno ai suoi lettori che egli chiama i suoi veri editori, nella rubrica “ La stanza.”
Questo libro è una collezione dei colloqui che Indro ha avuto con i lettori dal 1995 al 2001 e quindi, in un certo senso, rappresenta la storia italiana più recente. In uno stile semplice e diretto, ma raffinato risponde in 2 o 3 pagine agli interessi, alle preoccupazioni, e ai punti di vista dei lettori che gli chiedono il suo parere. È interessante non solo per le risposte, ma anche per il tipo di domande che gli vengono poste.
Queste hanno un contenuto letterario, per esempio quando un lettore gli chiede: “Cosa pensa del premio Nobel per la letteratura assegnato a Dario Fo”, che in Italia aveva sorpreso molta gente. Ma trattano anche diversi temi storici e culturali, anche sugli Stati Uniti: la guerra civile, Lincoln, la schiavitù, la “mentalità americana”. Mi piace riportare una sua risposta intelligente e sottile ad un lettore che affermava che noi italiani siamo un paese cattolico di cultura laica.” A me sembra caso mai il contrario, cioè che “siamo un paese laico di cultura cattolica”.
A torto o a ragione le sue opinioni traboccano d’indipendenza, di libertà e d’onestà intellettuale. Ritengo che questo libro sia una lettura importante per gli studenti che vogliono andare oltre le parole della lingua italiana o le sensazioni provocate da un romanzo, perché può aiutarli a capire la cultura e una parte della storia di questo popolo
Back to Top
December 2009
Capodanno a Roma 
A Roman New Year: Past and Present
By Carlo Mignani
Due ragazzi camminano sul marciapiede, si fermano vicino all’angolo di una strada, si guardano intorno furtivamente, uno di loro tira fuori qualche cosa dalla tasca e poco dopo si sentono delle esplosioni, mentre i passanti neppure ci fanno caso. Soltanto un uomo anziano, forse colto di sorpresa, inveisce. Mi riesce difficile trattenere un sorriso. Alcune cose non cambiano mai: quel ragazzo avrei potuto essere io alcuni anni fa.
Sono fermo ad un semaforo aggrappato al sedile posteriore di una Vespa, a Roma, la sera del 31 dicembre, diretto con amici verso il centro per celebrare l’anno nuovo. Questa sera l’atmosfera della vigilia può essere accomunata a quella del 4 luglio americano o a quella da casinò. Centinaia di migliaia di persone partecipano direttamente alle celebrazioni, che molti stranieri si lasciano sfuggire quando si limitano a visitare i musei e le chiese.
Crescendo a Roma
Da giovane quello che mi piaceva di più delle feste erano i botti e più forti erano meglio era! A Roma si cominciano a sentire i bum dei petardi non regolamentari dalla meta’ di dicembre fino al 6 gennaio, il giorno dell’Epifania, quando i bambini in passato ricevevano i regali.
Per un quindicenne è difficile poter resistere alla tentazione di far detonare una “bomba”, fare qualche cosa di pericoloso, illegale, ma avallato dalla tradizione. Mentre accendi la miccia raggiungi il massimo della concentrazione, niente ti distrae. Ora devi gettarla via subito altrimenti ti esplode in mano. Dopo che ne hai accese 10-15, l’adrenalina ti pompa nelle vene e le mani cominciano a tremarti quasi impercettibilmente. Non riesci a controllare il tremore, ma nello stesso tempo non ti puoi fermare. Quando abiti nel tipico appartamento di una grande città, in un palazzo di 7 o 8 piani, e esci sul balcone la notte della vigilia, i diversi tipi di bombe, petardi e razzi vengono da tutte le direzioni. È una cacofonia, un crescendo, uno spettacolo visivo e uditivo poco apprezzato dagli animali domestici che timorosi si nascondono.
Torno nella mia città natale generalmente per le vacanze estive, ma questa volta ho deciso diversamente. Sto andando con Nicola, un vecchio amico del quartiere dove sono nato, su una Vespa Granturismo 250, mentre alcuni amici ci seguono in macchina. Il nostro piano è di andare sul colle del Gianicolo per celebrare l’anno nuovo all’aperto, incontrare altri amici in un locale a Testaccio e infine andare a giocare a carte per il resto della notte
La vigilia tradizionale
La tipica famiglia italiana si siede a tavola per il cenone di capodanno intorno alle 9 di sera. Sparecchiata la tavola si comincia a giocare a soldi con le carte italiane con giochi come Mercante in Fiera, Sette e Mezzo e anche Tombola (bingo) ecc., mentre i ragazzi esplodono le bombe e i petardi. In un’atmosfera gioiosa tutti partecipano e si divertono, parenti e amici, giovani e vecchi, e persino la nonna scommette, ma ogni tanto sonnecchia. Vorrebbe andare a letto, ma ha deciso di rimanere in piedi fino a mezzanotte, del resto le sarebbe impossibile dormire. Verso mezzanotte e mezza, dopo il brindisi, i bambini e gli anziani a letto, i giovani per conto loro, è ora di giocare a carte sul serio per gran parte della notte, spesso fino alla mattina giocando a Bestia, Poker, Banco ecc. 
Bestia è simile al gioco tradizionale della Briscola e richiede una certa capacità, mentre per vincere al Banco devi essere fortunato. Le carte italiane vanno da 1 a 10. Se esce un 5 o una carta inferiore paghi quello che hai scommesso, mentre se esce un sei o una carta più alta, vinci. Ho visto uscire di fila fino a otto carte basse e questo vuol dire che, raddoppiando ogni volta, la cifra finale sarebbe potuta arrivare fino a 128 volte la posta iniziale in pochi minuti.
Gli anni più maturi
Più recentemente il comune ha organizzato attività, sparse in zone strategiche della città, consistenti in fuochi artificiali e concerti di musica leggera. Con il tempo bello abbiamo passato piacevoli capodanni all’aperto, insieme a parenti e amici sui colli del Gianicolo e del Pincio, semplicemente passeggiando e godendo lo spettacolo che la città offre. Cosi’ facciamo questa sera. Ci incontriamo con i nostri amici sulla piazza del belvedere del Gianicolo. Da qui tutti insieme, armati come per andare a un picnic, con champagne nel frigo portatile, bicchieri, biscotti e l’immancabile panettone, ci avventuriamo nella confortevole notte romana insieme a migliaia di altre persone..
Visto dall’alto di una collina lo spettacolo cambia. La luce dei fuochi artificiali si unisce alle esplosioni delle bombe e dei petardi, ma quello che stupisce di più è il suono. Le migliaia di esplosioni quasi simultanee e assordanti a livello stradale, osservate a distanza si trasformano in un boato continuo simile a quello prodotto da tuoni in lontananza. Nel centro della piazza del belvedere si erige il monumento equestre a Garibaldi, l’unificatore militare della nazione italiana. Nel 1849, proprio su questa collina, migliaia di patrioti giovani e idealisti guidati da Garibaldi, hanno anche provato il pungente odore della polvere da sparo. Erano venuti da tutta l’Italia per difendere la Repubblica Romana, formata appena 5 mesi prima, dall’assalto delle truppe regolari francesi che volevano insediare di nuovo il Papa. Furono sconfitti e molti uccisi o fatti prigionieri. Ora le esplosioni e il caratteristico odore esprimono un evento felice. Buon anno, auguri, alla salute! Dopo il brindisi, gli abbracci e i baci nella semioscurità alcuni decidono di tornare a casa mentre il resto di noi si dirige verso il trendy quartiere Testaccio.
Tra anfore e centauri
Abbiamo l’appuntamento al “Coyote,” una discoteca molto frequentata scavata nel “Monte dei Cocci” che risale al tempo dell’antica Roma. La collina, alta circa 35 metri e con una circonferenza di circa 800 metri, è stata formata durante i secoli dalla continua accumulazione dei frammenti delle anfore di terracotta usate per il trasporto di derrate alimentari liquide come vino, olio, salse di pesce, conserve di frutta, miele, ecc. Gran parte del quartiere era anticamente un enorme deposito rifornito in continuazione dalle navi che dal porto di Ostia, risalendo il fiume Tevere, attraccavano alla sua sponda. Da Ponte Sublicio si possono vedere i resti antichi incastrati nella sponda del Tevere. Oggi diversi ristoranti, discoteche e locali notturni si sono scavati un posto ai piedi di questa collina. L’intero quartiere la notte è diventato una grossa area d’intrattenimento, dove durante il week-end e dopo le nove di sera, le macchine non possono entrare. Ci incontriamo con i nostri amici, ascoltiamo la musica, balliamo per un po’ e dalla terrazza della discoteca assistiamo a una spettacolare vista della città.
La città di Roma per tradizione permette alla gente, la notte del 31 dicembre, di tirare piatti, vasi e vari articoli di terracotta e porcellana ecc. nelle strade. Normalmente ti farebbero una multa e ti inviterebbero ad andare da uno psicologo ma per questa notte è consentito. Dipende dal quartiere, ma può accadere che durante un party anche un w.c. o un lavandino (tenuto in casa per l’occasione dopo un rimodernamento) vengano gettati dalla finestra. Specialmente se ti sei inimicato un vicino, stasera ti conviene parcheggiare lontano dalle abitazioni. Per molti anni è stato un rito periodico, comunale e catartico ora quasi scomparso. Come mai? In parte naturalmente a causa della plastica, ma soprattutto perché i romani non vogliono danneggiare le loro beneamate e onnipresenti automobili.
I motociclisti, chiamati “centauri” dalla figura mitologica mezzo uomo e mezzo cavallo, s’infilano tra le macchine e anche se arrivano per ultimi a un semaforo, generalmente riescono a partire per primi quando scatta il verde. Da giovane anch’io andavo in giro con la mia Vespa e anche se stasera come passeggero mi sento piuttosto nervoso, non sono riuscito a resistere alla tentazione di fare un veloce giro per la città. In pochi minuti raggiungiamo il Lungotevere poi tagliamo verso il Belvedere del Pincio, sotto c’è Piazza del Popolo, un altro posto strategico per i fuochi artificiali e la musica. Sullo sfondo, nel cielo terso, emerge quello che i romani chiamano “er cupolone” la grande cupola di San Pietro tutta illuminata. Piazza di Spagna pullula ancora di persone e poi passiamo vicino al Colosseo, un altro posto strategico dove la gente si è radunata per le celebrazioni. Il traffico è intenso, ma rinfrescati dall’aria notturna raggiungiamo rapidamente la casa dei nostri amici pronti a giocare a carte fino alla mattina. Giochiamo a Bestia, Poker e Banco e miracolosamente riesco ad uscirne perdendo pochi soldi. Verso le 8 di mattina ci fermiamo, andiamo al bar all’angolo per colazione e poi me ne vado a casa stanco morto, consapevole che i miei amici dopo un pisolino di 2 o 3 ore ricominceranno a giocare fino a sera.
Ritorno alla normalità
L’incomparabile cultura italiana permette per un breve periodo e in moderazione di fare quasi tutto. Per 2 o 3 settimane all’anno possiamo fare esplodere bombe, petardi e razzi non regolamentari, giocare d’azzardo, tirare quello che vogliamo dalle finestre senza preoccuparci delle leggi, sentirci in colpa o temere di essere criticati. Infatti, è tradizione! Come per magia dopo il 6 gennaio si ritorna alla normalità: basta con le esplosioni, il gioco d’azzardo e il comportamento facinoroso. Ogni volta che abbiamo cercato di giocare a soldi al di là di queste tre settimane, non ci siamo mai riusciti: ognuno ha da fare. Il gioco d’azzardo e i botti per i romani sono associati alle stagioni, alle tradizioni, alla famiglia, alle feste, e alla stanchezza, raramente, come del resto l’alcool, costituiscono una dipendenza. Ma il prossimo anno a metà dicembre, come la luna attira la marea, la città sarà pronta e la frenesia ricomincerà da capo.
Back to Top
October 2009
San Marino: Champions in Longevity
By Carlo Mignani
What would you do to add five years to your life? How much money would you spend if you could buy those five years? $100,000, $500,000, all you have?
Boys born in San Marino, a tiny independent state nestled in the Emilia-Romagna region of Italy, are expected to live to age 81, the world's longest male life expectancy at birth, according to the World Health Organization. Newborn boys in the US have a 76 year life expectancy, at 33rd place, tied with Cuba and Finland.
Life Expectancy
Many factors contribute to individual longevity, such as gender and genetics. Women tend to live longer than men; however, genetics for a big pool of people like a nation, tend to average out. Hygiene, nutrition and exercise, when speaking about the advanced countries, are not too relevant. Infant mortality, crime and associated poor life choices will affect the averages, but it seems that diet and access to health care are the primary drivers.

San Marino – stats and history
San Marino is in the heart of Italy in the Emilia-Romagna region near the border with the Marche. With 61,196 square kilometers and approximately 30,000 people, it is the third smallest European country after Monaco and Vatican City. Founded in the IV century, it is the oldest republic in the world.
Resisting the temptations of foreign adventurers and thanks to a forward looking diplomacy, it was able to maintain its independence during the Italian period of city states, the attempt of expansion of the Pontific State, and even during the Napoleonic invasion. Italy recognizes San Marino’s independence with the convention of 22 March 1862.
During their long history the Sammarinesi have displayed a rare awareness of their own strength and an exceptional political moderation. Maybe this moderation is felt also in their individual choices.
Diet of the Sammarinesi
Life expectancy is correlated to diet. The Emilia-Romagna region, known for its gastronomic delights, is the home of tortellini, Parmigiano Reggiano, ravioli, mortadella, prosciutto, ragù alla bolognese, zampone, and many local kinds of cured meats. Not exactly the healthiest by today standards.
The healthy Mediterranean diet cannot explain the longevity of the Sammarinesi because this traditional diet is largely practiced in the southern regions of Italy while San Marino is in the North. Nowadays, of course, with the increased wealth of the Italians, a richer version of the traditional Mediterranean diet is practiced throughout Italy.
Health care
Life expectancy is also correlated to individuals’ access to health care, and San Marino provides it for all its citizens. However, most European countries provide universal health care so this could not account for the difference in life expectancy.
Conclusion
So how have Sammarinesi managed to live longer than anybody else?
San Marino has the lowest infant mortality in the world. There is little crime. But might other factors contribute? The people’s general attitude of moderation? The very small size of the country? The forced daily exercise just to do anything in this tiny but steep location? Or the wine? We do not know the entire story yet, so stay tuned. Researchers are undoubtedly hard at work trying to solve this puzzle.
Carlo Mignani is a free lance writer specializing in Italian cultural subjects. He also serves as the Italian language Book and Film Editor of the Culture Club.
Back to Top
Studying Italian Culture in The United States and in Italy
We have two speakers in the Speaker’s Corner this month. First, Dr. Gilda Baldassari writes about the successful attempts to introduce Italian culture into the curriculum of the New Jersey public schools. Secondly, Dr. Dawn Hayes describes a study-abroad program in Sicily for students at Montclair State University in New Jersey. Italian Americans are the largest ethnic group in New Jersey, and both speakers focus in particular on the importance of providing students opportunities to connect with the culture of their Italian ancestors.
Download Dr. Gilda Baldassari's article
Download Dr. Dawn Hayes' article
Back to Top
Growing Up in Fascist Italy (published Nov. 2007)
by Andrea Meloni
The Italian dictator Benito Mussolini took a keen interest in children because he saw them as future members of the Fascist Party. Andrea Meloni grew up in Italy and participated in the youth programs instituted by Mussolini’s government. In the interview that follows, Andrea shares his experience as a little Fascist in the making.
Teachers of Italian may want to use this interview in class to give their students more knowledge and understanding of Italian history and culture. Educators have permission to reproduce the interview for classroom use.
In the Library of the Culture Club this month, you will find the review of The Cielo: A Novel of Wartime Tuscany. In this novel Paul Salsini recounts what life was like for a group of people living in Fascist Italy during World War II.
This article was reprinted courtesy of ITALIAN AMERICA Magazine, the most widely read publication in the United States for Italian Americans. ITALIAN AMERICA Magazine is published by the Sons of Italy. For subscription information, contact ITALIAN AMERICA MAGAZINE, 219 E Street, NE, Washington, DC 20002. (tel: 202/547-2900. Web: www.osia.org)
Back to top
Natale in Italia tra ieri e oggi (Christmas in Italy, Then and Now)
Di Cetti Mangano
Natale in Italia tra ieri e oggi
Gesù Bambino, le canzoni di Natale, la letterina con la promessa di essere più buoni, Santa Lucia, le luci e le decorazioni del centro cittadino, l’albero con le monete di cioccolata e ancora il presepe, gli zampognari, la tombola, la befana: tante immagini e tradizioni che accompagnano il Natale italiano..
Alcune di queste tradizioni, oggi, sono meno sentite, altre sono state dimenticate o cambiate: adattate ad un mondo che corre, va di fretta e compra tanti regali. Ci sono meno differenze tra un paese del nord, uno del centro o del sud ma a discapito di tante tradizioni che sono andate in disuso.
In Italia l’8 dicembre, apertura ufficiale delle feste natalizie, porta ancora in molte città il piacere di svegliarsi al suono delle zampogne (1), suonate da musicisti popolari che prendono il nome dallo strumento: zampognari. Questi indossano, ancora oggi, costumi molto pittoreschi e tipici dei pastori. Nei secoli XVII e XVIII erano gli unici ad avere il diritto di suonare nei giorni di festa. Oggi invece sono spesso pagati dai negozianti e fino al 25 dicembre svegliano i cittadini al suono delle loro zampogne.
Gli alberi di Natale, sono l’elemento comune delle case italiane, tutti oggi mettono i doni sotto l’albero e li scambiano il giorno di Natale. Qualche famiglia prepara un piccolo presepe vicino l’albero ma altre vi dedicano maggiore attenzione. A Napoli, capitale del presepe, è una tradizione a cui dedicare la massima attenzione. Via San Gregorio Armeno, strada piena di negozi dove tutto l’anno si preparano pastori e personaggi per ricreare le scene del presepe, diventa il punto più affollato della città dall’8 al 24 dicembre.
La famiglia Ferrigno, artisti di presepi in ceramica da generazioni, ha anche una stanza piena di pastori antichi con trine preziose e aperta al pubblico (2). Le chiese mettono in mostra i loro presepi e alcuni con vestiti originali del 1600. I bambini italiani, oggi scrivono a Babbo Natale ma fino a poco tempo fa il Natale era principalmente una festa religiosa e in alcune regioni era Gesù Bambino a portare un dono ai bimbi buoni la notte di Natale; molti bambini italiani dovevano aspettare il 6 gennaio. La Befana infatti portava i doni in ricordo di quelli offerti al Bambino Gesù dai Re Magi. E arrivava solo un regalo ma …. che felicità! Anche dopo anni si ricorda il piacere di quel regalo!
" La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana
viva viva la Befana! "
La Befana (3) è nell’ immaginario italiano una vecchietta che porta doni ai bambini la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Le sue origini sono frutto di credenze popolari e tradizioni cristiane. La sua rappresentazione è ormai la stessa da tempo: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto assortito da coloratissime toppe. La Befana non porta piu’ regali ma dolcetti spesso accompagnati da un po’ di carbone (oggi di zucchero) per ricordare ai bimbi di essere più buoni.

Image taken from: www.musicanatalizia.org |

Images taken from: http://www.arteferrigno.it |

Image taken from: www.comune.grantorto.pd.it |
Back to top
Who are the Milanesi of Milan? Understanding the People of a Target Culture
by Christine Foster Meloni
Stereotypes about people from other countries abound. What is the image that comes to your mind when you think of the Italians? Do you see someone with black hair and dark eyes? Someone who is extroverted and noisy? Someone who is very emotional, quick to anger but quick to tears as well? Do you see a man who adores his pasta and savors his cup of espresso coffee? A woman who is very conscious of the latest fashions? Can we make generalizations about Italians? Are the Romans the same as the people from Naples? from Turin? from Palermo? And what about the Milanesi that most Italians write off as "too German" or even "too American"?
Let's take a look at these Milanesi who are disowned by the rest of the Italian population. I have discovered a book that is a goldmine of wisdom about the Milanesi, Come Difendersi Dai Milanesi (Defending Yourself from the Milanesi) by Elena Pigozzi. While this book is meant to make the
reader laugh by creating caricatures of the inhabitants of the fashion capital of Europe, it does contain seeds of truth (or so I've been told by natives of Milan). This little book gives us foreign language teachers a possible structure for analyzing people from other countries and cities. Let's look at a few of the categories featured in this book.
Attitude toward Weather: According to Pigozzi, the Milanesi love the rain. They have this in common with the Londoners. While the sun makes them feel stressed and irritable, the rain exerts a calming influence. It washes and cleans. The sound of the rain on the roofs and umbrellas is music to their ears. They also love the fog although, they say, it is not what it used to be. You can no longer slice the fog with a knife. The city, therefore, has lost some of its romantic, mysterious air.
Speed of Speaking: The Milanesi like rapid speech. If a Milanese asks you a question, don't pause. Say whatever comes into your mind. Have plenty of monosyllabic words ready. The important thing is to respond immediately.
Coffee: The Americans invented the concept of fast food, the Milanesi that of fast coffee. They don't sip their coffee; they consume it in a second without breathing. They drink it standing up, after filling their lungs with air. Of course, there are more cases of burns reported in the hospitals of Milan than in other places but fast coffee means that employees spend less time away from their desks.
Traffic: The Milanesi love their traffic system. The engineers have planned the roads so well that motorists are never alone; they are always in the midst of other motorists. Unlike the ancient Romans who built their roads in straight lines, the modern Milanesi use the form of the perfect circle: every road begins and ends in the same place. To fully appreciate this clever design, observe the traffic on week-days between 5:30 and 6:30 pm.
Panettone: The traditional Italian Christmas cake, il panettone, is becoming quite popular in the US. This is a contribution from the Milanesi who are convinced that it is the finest dessert ever invented. Not only does the panettone taste good, it is also esthetically beautiful. In fact, it has become the symbol of the city. You will find cement panettoni all over the city. The Milanesi are delighted to see these artistic reproductions, these postmodern sculptures on almost every street corner.
After reading this book, you will have quite a clear idea of who the Milanesi are. And you will realize that they don't have much in common with many other Italians who love the sun, grumble about the traffic, and are not always anxious to rush back to their office.
Back to Top
|